URL consultato il 4 luglio 2016. A ZACINTO Livello tematico. Parafrasi A Zacinto Viene preso in esame il sonetto scritto da Ugo Foscolo, A Zacinto. A che serve, dunque, questo vagare alla deriva? storia. Analisi delle tematiche presenti nel sonetto "A Zacinto" di Ugo Foscolo: il tema della tomba, della terra materna, della cultura greca e del mito… Continua, Vita, opere e pensiero di Foscolo. Tutto il sonetto è giocato sui temi più cari a Foscolo, il primo dei quali, lo si vede con disarmante chiarezza, è quello dell’esilio. storia. Questi due aspetti, indagati fino allo spasimo dal poeta, occupano l’ultima terzina: come un’epigrafe che poi è proprio l’unione della poesia alla morte. 8-9); «il canto avrai del figlio» (v. 12) Gli enjambements insieme alla catena di congiungimenti sintattici («ove», «che», «da cui», «e», «di colui che», «per cui») e alle anastrofi servono per creare un unico e tortuoso discorso lirico che si modelli sull’irrequietezza della passione soggettiva e che ricordi l’errare tortuoso di Ulisse e del poeta, oltre che le frastagliate coste della Grecia. 4-5); «l’acque / cantò fatali» (vv. 13 non altro: "soltanto". orlando furioso - ariosto. Parafrasi. 8-9). PARAFRASI. E' meglio se ti abitui a farla da solo..io l' ho dovuta imparare a memoria..poi dopo la rimpiangi quando ti fa imparare a memoria più parafrasi "a silvia".. A ZACINTO Ugo Foscolo (Poesie – Sonetto IX) Il sonetto A Zacinto venne composto a Milano tra il 1802 e il 1803 ed è dedicato a Zacinto (adesso chiamata Zante), l’isola greca delle ionie dove Foscolo nacque. Perciò l'illustre verso di Omero non potè non celebrare le tue (di Zacinto) nubi e la tua flora, La poesia, che si fa strumento cardine della memoria e della celebrazione letteraria delle proprie origini, si conclude però con un secco pensiero di morte, espressione del pessimismo foscoliano: il poeta ricorda come ognuno di noi si avvia verso una sepoltura annunciata e "illacrimata", ricollegandosi così al tema principale dei Sepolcri. PARAFRASI A ZACINTO La divinità greca Venere, "figlia" di Zacinto Io non toccherò mai più le sacre rive dove trascorsi la mia fanciullezza, Zacinto mia, che ti specchi nelle onde del mare greco da cui vergine nacque Venere, e rese quelle isole feconde con il suo primo sorriso, e Né più mai toccherò le sacre spondeOve il mio corpo fanciulletto giacque,Zacinto mia, che te specchi nell’ondeDel greco mar, da cui vergine nacque, Venere, e fea quelle isole fecondeCol suo primo sorriso, onde non tacqueLe tue limpide nubi e le tue frondeL’inclito verso di colui che l’acque. 2 sacre: l’aggettivo si carica di significati, per quanto relegati - conformemente all’ideologia del Foscolo - ad una posizione tutta immanentistica e laica. In questo sonetto sono presenti tutte le tematiche più care a Foscolo: Il componimento mostra alcune caratteristiche: Il sonetto è denso di temi classici e di sensualità espressiva. Lombardi e F. Longoni, Einaudi-Gallimard, Torino 1994, vol. PARAFRASI E SIGNIFICATO DI A ZACINTO Né più mai toccherò le sacre sponde . Testo della poesia con a fronte la parafrasi e approfondimento figure retoriche Parafrasi Non toccherò più le rive di Zacinto ( sacre sponde) Dove da bambino riposò il mio corpo, Zacinto mia, che ti specchi nelle acque del mar greco, dove nacque la dea Venere tesine e presentazioni per esami 3 media (ricerche - ginnastica argomenti per tesine ecc.) E' meglio se ti abitui a farla da solo..io l' ho dovuta imparare a memoria..poi dopo la rimpiangi quando ti fa imparare a memoria più parafrasi … Metro: sonetto con schema ABAB ABAB CDE CED. Venere venne creata, e fece queste terre feconde. Sarà un’illusione, ma è crudeltà togliere illusioni che ci rendono felici, che ci abbelliscono la vita. A ZACINTO UGO FOSCOLO PARAFRASI E ANALISI DEL TESTO. Oggi, nel post di Letteratura, parleremo della poesia di Ugo Foscolo intitolata “A Zacinto“.Si tratta del sonetto più rappresentativo del famoso poeta. "A Zacinto" poesia di Ugo Foscolo: parafrasi, tematica, analisi, metrica. scienze. Zacinto mia, che te specchi nell'onde 4. Ugo Foscolo: analisi poesie. Letteratura italiana - L'Ottocento — Analisi di alcune poesie di Ugo Foscolo: A Zacinto, Alla sera e In morte del fratello Giovanni PARAFRASI Non toccherò mai più le sacre rive dove vissi da ragazzo, oh mia Zacinto che ti specchi nelle acque del mare greco da cui Venere nacque vergine e rese fertili quelle terre con il suo primo sorriso. 8-9). Poesie scelte: UGO FOSCOLO, A Zacinto (Sonetto III), 1803. 9 inclito: dal latino inclitus, a, um, “mai sconfitto, immortale”. del greco mar da cui vergine nacque . Quando la vita lo sopraffaceva, il suo grido orgoglioso restava uno slancio: vinceva la fragilità esuberante di Ortis e non la composta malinconia di Lorenzo Alderani. Tuttavia la terra genera e inghiotte in un ciclo senza fine, ed è probabile che Foscolo qui evochi un passo lucreziano: «il bimbo, simile al marinaio che i flutti furiosi hanno rigettato sulla riva, giace, tutto nudo, per terra (…) dall’ora in cui, gettandolo sulle rive bagnate dalla luce, la natura lo strappa con sforzo dall’utero materno (Lucrezio, De rerum natura, V, 222-225). ^ Gennaro Cucciniello, UGO FOSCOLO, “A ZACINTO”. 4 Zacinto mia: il vocativo è rafforzato dall’aggettivo possessivo, dal forte valore affettivo. Parafrasi: Non toccherò più le sacre rive (dove sono nato) dove vissi da fanciullo , mia Zacinto, che ti rifletti nelle acque del mio mar Ionio, dalle cui acque nacque Venere che col suo primo sorriso rendeva fertili quelle isole. orlando furioso - ariosto. I temi affrontati sono l’esilio e quindi l’amore per la patria lontana, la sepoltura illacrimata e il ricordo dei personaggi classici. 6/4/2011 0 Comments Non toccherò più le sacre rive (dove sono nato) dove vissi da fanciullo , mia Zacinto, che ti rifletti nelle acque del mio mar Ionio, dalle cui acque nacque Venere che col suo primo sorriso rendeva fertili quelle isole. 1 Né mai più: la triplice negazione rafforza l’idea dell’impossibilità del ritorno e crea un effetto di sospensione meditativa iniziale. Perché la materia è corruttibile, si dissolve continuamente. Dopo l'appassionata evocazione dell'isola chi scrive si identifica con Ulisse, l’esule per eccellenza, e Zacinto diventa così l’Itaca di Foscolo, patria agognata ed idealizzata al tempo stesso (e mai riconquistata). Il dolore dell’esilio, tema foscoliano per eccellenza, anima il ritmo inquieto di questo sonetto che Foscolo compose negli ultimi mesi del 1802 e nei primi del 1803. Parafrasi e costruzione diretta del sonetto “A Zacinto”. Il «Tu» al v. 11 completa la panoramica lucente, di natura e mitologia, dell’isola: Foscolo, sempre in cerca di un sostegno materno (lui che, passi il lieve psicologismo, adorava la madre, avendo perso giovanissimo il padre Andrea), si dichiara figlio in senso fisico e spirituale, poeta che eredita la tradizione della poesia greca da Omero in poi. Foscolo quindi, pur adottando uno schema classico, riesce a dissolvere la ritmica tradizionale dei sonetti che volevano la coincidenza di periodi sintattici e strofe. una struttura circolare; riprende quindi il tema da cui è partito, e cioè l’impossibile ultimo ritorno a Zacinto. Febbraio 4, 2019 infoscholastic. questo sonetto: considerando i termini che Foscolo utilizza in riferimento a Zacinto (sacre sponde, mia, specchi, onde, greco mar, isole feconde, limpide nubi, fronde, acque, materna mia terra), C’è tutto un sentire eroico, un gusto per la proiezione mitica (anche mitologica) della propria persona che è già elemento pienamente romantico con l’esaltazione del soggetto e della sua interiorità. PARAFRASI Non toccherò mai più le sacre rive dove vissi da ragazzo, oh mia Zacinto che ti specchi nelle acque del mare greco da cui Venere nacque vergine e rese fertili quelle terre con il suo primo sorriso. A ZACINTO Ugo Foscolo (Poesie – Sonetto IX) Il sonetto A Zacinto venne composto a Milano tra il 1802 e il 1803 ed è dedicato a Zacinto (adesso chiamata Zante), l’isola greca delle ionie dove Foscolo nacque. con il suo primo sorriso, e per questo non si esentò, dal descrivere le tue nubi e la tua vegetazione, fama e dalle sventure, riuscì a baciare la sua. Foscolo, "Autoritratto": testo e parafrasi, Foscolo, "Ultime lettere di Jacopo Ortis", l'incontro con Parini: riassunto e commento, Foscolo, "In morte del fratello Giovanni": commento e analisi, Foscolo, "Alla sera": parafrasi del testo, Foscolo, "All'amica risanata": analisi del testo e commento, Siamo fieri di condividere tutti i contenuti di questo sito, eccetto dove diversamente specificato, sotto licenza, Videolezione "Foscolo, "A Zacinto": analisi e commento". Testo della poesia con a fronte la parafrasi e approfondimento figure retoriche Non toccherò mai più le rive sacre dove nacque il mio corpo di bambino (luogo in cui il poeta nacque e trascorse la sua infanzia), Zacinto mia, che ti rifletti nelle onde dal mare greco da cui nacque vergine Venere, e rese quelle isole feconde con il suo primo sorriso, e per tale esaltò le tue chiare nubi e la tua vegetazione la magnifica opera (l’Odissea) del poeta (Omero), che cantò il fatale (lungo viaggio via mare voluto dal fato), e l’esilio diverso per cui, bello di fama e di sventura, Ulisse (Odisseo) baciò la sua roccio… 12 Odisseo personifica l’eroe ideale nella concezione titanica del Foscolo, nel quale gloria e sventura si fondono, e anzi maggior gloria pare nascere proprio da maggiore sventura. Parafrasi A Zacinto Viene preso in esame il sonetto scritto da Ugo Foscolo, A Zacinto. Non può credere il poeta all’immortalità dell’anima; pure vorrebbe crederci. A Zacinto di Ugo Foscolo: testo, parafrasi, commento e figure retoriche di uno dei più celebri sonetti dell'autore, dedicato alla sua amata terra natale. PARAFRASI . Un altro enjambement con diverso effetto è nella terzina finale (quindi nel secondo periodo): «prescrisse / il fato» (vv. Zante rappresenta la terra natia e il luogo dell’infanzia di Foscolo. Zacinto, detta anche Zante, è un'isola greca del Mar Ionio, vicina al Peloponneso. PARAFRASI. le tue limpide nubi e le tue fronde. … A Zacinto, il nono dei sonetti di Ugo Foscolo, presenta numerose affinità con In morte del fratello Giovanni, che occupa la decima posizione.I due componimenti presentano temi affini, un linguaggio poetico corrispondente, e sono stati entrambi composti in un periodo circoscritto. Eran suoi templi, era ne’ colli suoi l’ombra de’ boschi sacri al tripudio di Dïana e al coro 8; 8 Già in una nota alle Grazie, il poeta ebbe a dire che Omero e Virgilio lodarono l’isola “per la beltà de’ suoi boschi, e la serenità del cielo”. Scritto tra il 1802 e il 1803, il sonetto è dedicato alla madrepatria Zacinto (nome greco dell’isola di Zante, parte delle isole Ionie al largo del Peloponneso), cantata dal poeta anche ne Le Grazie, con espressioni e immagini che ritroviamo anche in questo componimento. 10 fatali: i mari verso i quali Odisseo fu sospinto per volere del fato. Sacra città è Zacinto. Palese è l’antitesi tra l’errante Ulisse, che pur bacia la sua petrosa Itaca, ed il poeta, che già presente quel ‘che poi fu’; che egli cioè non rivedrà più la sua selvosa isola natante nell’azzurro» (G. Manacorda, Studi Foscoliani). 7 onde non tacque: poiché nel mare di Zacinto nacque Venere, l’isola fu celebrata dal cantore delle peregrinazioni di Odisseo, cioé Omero, considerato come il padre della creazione poetica. Salve, Zacinto! Scaricala ora in formato .pdf o .jpg… Continua. A Zacinto. Non toccherò mai più (ne più mai - anastrofe – le tre negazioni sottolineano l’impossibilità di rivedere la terra natia) le sacre rive (sacre sponde: Zacinto è sacra in quanto gli ha dato i natali e anche perché dalle sue acque è nata Venere - ipallage) dove il mio corpo di fanciullo riposò (ove…giacque: in senso metaforico nel senso che Zacinto fu la culla di Foscolo), 3-4); «tacque /le tue limpide nubi» (vv. Del greco mar da cui vergine nacque 5. Non toccherò mai più le sponde dell’isola dove vissi la mia infanzia, Zacinto mia, che ti specchi nelle onde del mare greco, dal quale. 91-92). PARAFRASI. con il suo primo sorriso, per cui il nobile verso di Omero che cantò. Ci sono poi le anastrofi «vergine nacque / Venere» (vv. Perciò l'illustre verso di Omero non potè non celebrare le tue (di Zacinto) nubi e la tua flora, Il testo ha un incipit estremamente forte con tre negazioni in climax: «Né più mai» (v. 1), che apre il primo dei due periodi che compongono il sonetto, entrambi aperti da una negazione. del greco mar da cui vergine nacque . 6-7); «l’acque / cantò» (vv. Tu, mia terra materna, non avrai altro che la poe… La perifrasi si adatta perfettamente alla solennità del dettato. Il sonetto (componimento di 14 versi endecasillabi, inventato da Jacopo da Lentini nel Duecento, divisi in due quartine e due terzine, con rima alternata o incrociata) è dedicato a Zacinto o Zante, una delle isole Ionie, in quel momento sotto il … L’esilio segnava la perdita di un'altra delle illusioni foscoliane: la patria, il senso di appartenenza a una nazione, e quindi la difesa assoluta della sua identità poetica e spirituale. tecnica, disegno tecnico. scienze. tecnica, disegno tecnico. A Zacinto è uno dei sonetti più famosi di Foscolo, composto nel 1803, quindi presente solo dalla seconda edizione della raccolta poetica.In questo componimento viene celebrato l'isola greca di Zacinto (Zante), luogo di nascita di Foscolo, che fu costretto ad abbandonare. Le tre negazioni in climax riprendono è come se riprendessero un ragionamento sotterraneo del poeta che prorompe nell’incipit lasciando dietro sé tutta la parte implicita: «Né continua la rassegna tacita delle avversità che affliggono il poeta» (Russo). "A Zacinto" poesia di Ugo Foscolo: parafrasi, tematica, analisi, metrica. Titolo. A Zacinto di Ugo Foscolo: testo, parafrasi, commento e figure retoriche di uno dei più celebri sonetti dell'autore, dedicato alla sua amata terra natale. del greco mar da cui vergine nacque. PARAFRASI. Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque. Le rive di Zacinto sono sacre in quanto hanno assistito alla nascita di Venere, ma anche, più genericamente, perché Zacinto si colloca in Grecia, patria di miti e della bellezza, e perché egli ebbe modo di trascorrervi la fanciullezza. Una sepoltura in una tomba su cui nessuno potrà venire a piangere. Tu non altro che il canto avrai del figlio,O materna mia terra; a noi prescrisseIl fato illacrimata sepoltura. nacque e fece quelle isole feconde con il suo primo sorriso, tanto che il … È tutt’altro che liberatorio per chi crede che una patria occorra ancora costruirla, e non per sé stessi, ma per chi dovrà arrivare: Foscolo si ostina a parlare di morte e di tombe, di oblio e di Nulla, perché la vera lotta dell’uomo si gioca contro il cieco meccanismo del suo mortale destino; cerca, agendo spesso alla disperata, e con ostinata coerenza, di salvare l’intervento dell’uomo nella storia: cerca il significato, il signum, la sua firma nel mondo. Proprio del 1803 è l’edizione definitiva delle sue poesie: è il canzoniere più breve della letteratura italiana, poiché conta appena dodici sonetti e due odi. 12-14). 4-5) «o materna mia terra» (v. 13); «ed il diverso esiglio» (v. 11); altre più dure: «L’inclito verso di colui che l’acque / cantò fatali» (vv. Il termine sponde annuncia il tema del mare, un elemento decisivo nella geografia mitica di. 11 diverso esiglio: letteralmente “vario esilio”. A Foscolo spesso mancava il necessario raccoglimento dalla vita, eroica sì, e sempre in tempesta, al punto che meriterebbe un film hollywoodiano; di rado riusciva a portare a termine le sue furiose ispirazioni. a zacinto - e altre opere- ugo foscolo. La folta presenza di enjambements dilata spasmodicamente la struttura dell’endecasillabo e del sonetto stesso, costruito su due soli periodi (il primo, che occupa le quartine e la prima terzina, e il secondo, confinato come sentenza finale, ai vv. A questo andamento ritmico si unisce un sapiente uso delle sonorità; molte sono le allitterazioni, alcune più dolci, «sacre sponde» (v. 1); «fea… feconde» (v. 5); «vergine… / Venere» (vv. “Diverso” è infatti latinismo da divertus (dal verbo diverto, “volto in varie direzioni”). 4-5); «onde / del greco mar» (vv. Proprio in quegli anni aveva affrontato disavventure politiche, amorose, familiari. Sono i viaggi sulle acque dei mari di Ulisse volute dal fato. Il rischio di affondare, di naufragare nell’oblio è terribile per un ateo, materialista. Zacinto, detta anche Zante, è un'isola greca del Mar Ionio, vicina al Peloponneso. Il paragone tra il poeta e Ulisse è molto forte. Parafrasi: Non toccherò più le sacre rive (dove sono nato) dove vissi da fanciullo , mia Zacinto, che ti rifletti nelle acque del mio mar Ionio, dalle cui acque nacque Venere che col suo primo sorriso rendeva fertili quelle isole. Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque Venere, e fea quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde l'inclito verso di colui che l'acque cantò fatali, ed il diverso esiglio per cui bello … Io non toccherò mai più la terra sacra dove il mio corpo da bambino giacque, o mia Zacinto, che ti rifletti nelle acque del mare greco dalle quali nacque, vergine, la dea Venere, che rese fertili quelle isole con il suo primo sorriso, per cui non potè non cantare le tue limpide nuvole e la tua vegetazione il verso famoso di colui che Venere venne creata, e fece queste terre feconde. con il suo primo sorriso, per cui il nobile verso di Omero che cantò. [ a zacinto ] Io non potrò mai più mettere piede sulle tue sacre sponde dove io vissi da bambino, o Zacinto mia, che ti specchi nel mar Greco dal quale è nata, secondo la mitologia, la dea Venere, che rese feconde quelle isole con il suo primo sorriso, motivo per cui scrisse delle tue limpide nubi e della tua vegetazione, il famoso verso del poeta Omero, colui che, nell'Odissea, Il titolo della poesia è chiaramente una dedica: A Zacinto identifica subito il fatto che il poeta scrive una poesia dedicata a Zacinto, appunto. Questo sonetto, inoltre, rivendica la necessità di una patria spirituale (oltre che fisica) perché Zante (Zacinto) era la sua terra natia e luogo della sua infanzia. Il primo periodo, come detto, parte da «Né più mai» e termina al v. 11; il secondo parte dalla negazione, al v. 12, «Tu non altro» e termina con il sonetto stesso. Parafrasi di A Zacinto, una delle più celebri liriche di Ugo Foscolo, con testo completo e analisi delle figure retoriche. Anche qui si scorge l’eco di Lucrezio, del suo proemio al De rerum natura, in cui la dea «genitrice degli Eneadi» altro non è che simbolo dell’istinto vitale che anima ogni essere vivente. Tu non altro che il canto avrai del figlio, naufragio, e l’esilio diverso, attraverso, Mappa concettuale su A Zacinto di Ugo Foscolo, Guarda il video sulla letteratura del novecento, Come fare la parafrasi e l'analisi testuale del componimento, Presenza di figure retoriche, tra cui allitterazione, apostrofe, sineddoche, ossimoro, litote. matematica musica. Quando viene citata l'isola del Foscolo da Omero? In Zacinto, vagheggiata e cantata, sembrano concentrarsi tutte le illusioni di Foscolo, come si trattasse del riparo felice della sua adolescenza perduta e delle perdute speranze. Tutto il sonetto è giocato sui temi più cari a Foscolo, tra cui emerge quello dell’esilio e della perdita delle illusioni foscoliane (fra tutte, quella della patria). Parafrasi A Zacinto - Ugo Foscolo. ^ a b Rachele Jesurum, Sara Bandiera, "A Zacinto" di Foscolo: parafrasi del testo, OilProject. Il primo periodo si snoda attraverso due quartine e per la prima terzina, a creare un andamento solenne, sostenuto peraltro dall’anafora dei tre nessi relativi (“onde […] di colui che […] per cui”). A Zacinto. In questa pillola ne analizzeremo il testo, le figure retoriche e il significato. Venere, e fea quelle isole feconde. Venere, all’inizio della seconda quartina, riveste una rilevanza tematica decisiva: ella è amore, bellezza, grazia, sorge dal mare e rende fertili col suo sorriso tutte le terre. ^ Gennaro Cucciniello, UGO FOSCOLO, “A ZACINTO”. la poesia a zacinto scritta da ugo foscolo. A Zacinto, sonetto x nell’edizione definitiva delle poesie foscoliane, è denso di temi classici e di sensualità espressiva. 6/4/2011 0 Comments Non toccherò più le sacre rive (dove sono nato) dove vissi da fanciullo , mia Zacinto, che ti rifletti nelle acque del mio mar Ionio, dalle cui acque nacque Venere che col suo primo sorriso rendeva fertili quelle isole. 14 a noi: il pronome non è un semplice plurale maiestatis, ma ha la funzione di includere tutti coloro che sono accomunati da un medesimo destino. Restano due sigilli che l’uomo deve apporre: la tomba e la poesia. 15 illacrimata: in quanto nessuno vi spargerà mai sopra le sue lacrime. ^ Giuseppe Fischetti, Filologia e presenza dell'antico, 1986, p. 331, ISBN 8870626172. Io non toccherò mai più le sacre sponde, dove il mio corpo da fanciulletto visse, Zacinto mia, che ti rifletti nelle onde del mar greco, dove la giovane dea Venere. URL consultato il 4 luglio 2016. ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde mito dell'esilio . Io non toccherò mai più le sacre sponde, dove il mio corpo da fanciulletto visse, Zacinto mia, che ti rifletti nelle onde del mar greco, dove la giovane dea Venere. “Non tacque” è litote (una figura retorica per cui si definisce qualcosa negandone il contrario), a sottolineare l’impossibilità di tacere l’irresistibile bellezza e rigogliosità di quelle isole, feconde proprio grazie al “primo sorriso” di Venere. PARAFRASI. Il “nativo aer” veniva definito “sacro” già nell’ode All’amica risanata (vv. È presente una litote: «non tacque» (v. 6), per affermare il contrario: ossia ‘celebrò’, ‘glorificò’. riassunti. Videoappunto di italiano che descrive la poesia A Zacinto, sonetto scritto nella città di Milano tra il 1802 e il 1803. Il titolo della poesia è chiaramente una dedica: A Zacinto identifica subito il fatto che il poeta scrive una poesia dedicata a Zacinto, appunto. matematica musica. il … PARAFRASI . Così la via è aperta ad un ritorno delle idee religiose, non in nome della verità, ma in nome dell’umanità e della poesia. 6 col suo primo sorriso: allusione all’epiteto greco della dea, philommeidés, “amante del sorriso”, cui si aggiunge la prerogativa della dea ad essere fonte di vita. Analisi testuale. PARAFRASI E SIGNIFICATO DI A ZACINTO Né più mai toccherò le sacre sponde .

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