L’esordio da regista di Robert Redford è, numeri alla mano, dei più clamorosi. Un figlio di nome Erasmus – Disponibile on demand il road movie diretto da Alberto Ferrari con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Ricky Memphis e Daniele Liotti. Figli | recensione | Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea e l’amore che resiste. Figli: recensione del film (podcast in calce) Mattia Torre , prima di morire, ha affidato il testo al collega Giuseppe Bonito , che ha curato la regia del film. Che prende da quella follia che è il mettere al mondo – quello di oggi, contemporaneo, del precariato e dei nonni-giovani, delle cartelle fiscali e dei gruppi whatsapp di classe – piccole creature uguali a noi. E’una favola metafisica che immerge il pubblico nei mari più profondi, in un flusso di sequenze visivamente sbalorditive, dalla grafica eccezionale, capace di mischiare tratti iperrealistici e fantastici. REGISTI! Con tutte le loro idiosincrasie, il loro lavoro, la “sopravvivenza” che comporta avere due figli piccoli da mantenere in un’Italia sempre con un minor numero di nascite. Ascanio è un amante degli sport estremi, Jacopo ha scelto l’abito talare, Enrico è prossimo al matrimonio e Pietro è un manager discografico che sta cercando di far ammettere il suo pupillo […] Bravissimo Mastrandrea in un ruolo che sembra pensato per lui; brava la Cortellesi, forse un po' stretta nella parte della donna insoddisfatta. [+], Tre stelle e mezzo con mezza stella in piu' in omaggio al talento di Mattia Torre prematuramente scomparso per un film molto ben recitato, in particolare da Valerio Mastandrea che dimostra essersi ben calato nel personaggio del padre e del marito di oggi. Una serie che si accende man mano che si va avanti e termina con un vero climax. Recensione: “A caccia del Diavolo – Stalking Jack the Ripper #4” di Kerri Maniscalco; Recensione: “Ti ho incontrato a mezzanotte” di Elle Kennedy; Recensione: “Il respiro del cuore” di Daniela Ruggero; Recensione: “La vendetta del vichingo – I figli di Sigurt #1” di Michelle Willingham La resa grafica, da sola è in grado di suggestionare lo spettatore, trasmettendo le sensazioni della protagonista Figli: la recensione dell'ultimo film di Mattia Torre con protagonisti Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, nelle sale dal 23 gennaio Dispiace veramente che un fine osservatore di caratteri e costumi italici contemporanei, Mattia Torre, sia prematuramente scomparso. La recensione di Figli, il film del 2020 con Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, è il ritratto genitoriale e generazionale lasciatoci da Mattia Torre. Se aggiungiamo la sfumatura che la coppia riesce a fornire con una sceneggiatura mordace, ironica, meschina e a tratti grottesca, Figli si conferma un prodotto innovativo a certo cinema italiano. Soul, dopo una lunga attesa, complicata dall’emergenza sanitaria del 2020, arriva finalmente al grande pubblico.Il tutto tramite una distribuzione diretta su Disney+, senza costi aggiuntivi, a partire da oggi, 25 dicembre.Le circostanze sembrano renderlo il titolo ideale da guardare questo Natale, magari in compagnia dei propri figli. Nel caso di Nicola e Sara il caso esplode con la nascita del secondo figlio; gestire il quotidiano, le lavatrici, la pulizia della casa, la gelosia della prima figlia tra lavori sempre precari anche per due persone di buon livello diventa un detonatore. Un'opera matura e interessante sui sentimenti, la vita e l'amore. Quando Sara rimane inaspettatamente in cinta quella che era una normale esistenza a tre viene sconvolta dall’arrivo di Pietro. Rumorosa perché, d’ora in poi, sarà il silenzio a calare nell’originalità del cinema, del teatro e della letteratura italiana. I FIGLI DEL MARE è uno dei film animati più belli del 2019 a mani bassissime. Uno dei più veri, dei più maturi. HIJOS – FIGLI Due anni dopo Garage Olimpo e sua ideale prosecuzione, Hijos è forse film fatto per non far dimenticare. Il terzo figlio di Mattia Torre, a cui ha fatto muovere i primi passi e che, adesso, potrà arrivare al pubblico sulle proprie gambe. share. La recensione di Canova - Figli . Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del primo volume della tetralogia "Piccole donne"; non credo ci sia sto gran bisogno di presentarvele, questo libro è ormai parte dei classici per ragazzi (e adulti :D ). Mastandrea e la Cortellesi, già coppia nella vita reale in un remoto passato, arrivano sul grande schermo alla loro prima prova assieme portando le rispettive esperienze di genitori disincantati e ritrovandosi prima di tutto nella descrizione della coppia improvvisamente destabilizzata, perché va precisato che la pellicola di Bonito, alla quale hanno contribuito numerosi amici e colleghi di Mattia Torre, è principalmente un excursus a episodi, tutti sempre ai margini del surreale, su come una normale coppia possa arrivare a un passo, uno solo, dall’esplodere salvo ritrovarsi sulle ultime impervie curve di vite altrettanto normali esattamente come quelle di coloro che al cinema vanno ad assistervi, riconoscendosi in ogni sua sfumatura. Gli scontri di genere (maschio-donna). Un episodio storico coinvolgente e appassionante è alla base del racconto. Correva l'anno 1993 ed esistevano cose che i figli dei 90s non potranno mai dimenticare. Le dinamiche di Figli sono tutte qui: nei gesti di affetto, nella feste di Carnevale, nelle cene e chat di classe con i genitori a cui risulta quasi obbligatorio rispondere in un mondo che esige la connettività globale per sancire la propria esistenza, nelle fughe (oltre quella finestra della loro casa verso un futuro non meglio precisato e incerto) e nella inevitabile crisi di mezza età che induce in tentazione i due complementary opposites. La recensione finisce qui, ma potrei parlarne per giorni ancora tanto mi ha colpito. Peccato che nulla sia come sembra. Ma è anche l’amore come baluardo di resistenza quello di cui narrano Torre e Bonito, che Mastandrea e Cortellesi incarnano con la naturalezza di una coppia qualunque, che ha deciso di essere, di esserci, di restare unita. La nostra Italia degli anni ’70: gli ideali, i valori, il tormento raccontati in maniera semplice ma efficace . Il film nel complesso è sicuramente un opera interessante da guardare, in grado di porre diversi interrogativi, perfino troppi  (con la pecca di aver inevitabilmente perso a tratti un po' il filo conduttore, non è infatti un caso il ricorso ai capitoli) ai quali tuttavia non ha la presunzione di voler necessariamente rispondere, preferendo condurre lo spettatore a riflettere autonomamente. Essere innamorati negli anni Duemila. 02:30. Soul, recensione del film Disney/Pixar diretto da Pete Docter. E credo che sotto questa felicit à... ci sia un mistero. La studentessa Rachel, che lavora per il giornalino del liceo, scopre che qualcosa non torna: milioni di dollari spesi a nome della scuola ma finiti in tasche altrui. Bravissimo Mastrandrea in un ruolo che sembra pensato per lui; brava la Cortellesi, forse un po' stretta nella parte della donna insoddisfatta. 81. E che come sansisce la pediatra guru, che nonostante gli sfarzi e l'incapacita' di scendere dalla sua condizione privilegiata per immedesimarsi nella condizione della gente comune sa dispensare semplici e indiscutibili verità (ovviamente a prezzi complicati come per ribadire che la verità oggi è una scelta, potenzialmente accessibile a quasi tutti ma costa comunque cara), il cambiamento può cominciare solo dopo l'accettazione. Recensione. Esserini semplici, bisognosi di tutte le nostre attenzioni, di incredibili cure, che rubano tanto di quel tempo e quell’energia, restituendoli sotto forma di orgoglio, di felicità indiscussa, di un amore che non pensavate di poter sentire e ricevere così smisurato. [+], Parliamo subito del film, che poi vengono i contenuti.... Bellissima interpretazione di Mastandrea e Cortellesi: VERAMENTE GRANDI! Da: We Love Listening. Con Clive Owen, Julianne Moore, Michael Caine, Chiwetel Ejiofor, Charlie Hunnam, Claire-Hope Ashitey. E vi pare poco? Mio fratello è figlio unico – Recensione. Inoltre puoi partecipare alle nostre iniziative e vincere tanti premi, Grazie da adesso riceverei settimanalmente la nostra newsletter, L'iscrizione alla newsletter comporta l'accettazione dei termini e condizioni d'utilizzo. [+] lascia un commento a tommaso lupattelli », [ - ] lascia un commento a tommaso lupattelli », il disagio delle famiglie raccontato bene. Se vuoi saperne di più consulta la. “Il figlio”, purtroppo l’ultimo, partorito dalla mente geniale di Mattia Torre, scomparso lo scorso luglio a soli 47 anni, avrebbe dovuto coincidere con la sua terza regia cinematografica ma ciò nonostante la pellicola portata a termine da Giuseppe Bonito, scelto dallo stesso Torre quando ormai le forze lo stavano abbandonando, riesce a trasudare completamente della follia e della comicità di un uomo scomparso troppo presto. Un testo folgorante, attento nel suo essere tanto sfrontato. La quotidiana lotta per la sopravvivenza delle coppie con sceneggiatura molto ben scritta e piena di idee, paola cortellesi non è solo un'attrice 'da commedia'. Commedia, Italia, 2020. Un figlio di nome Erasmus vede al centro del racconto la comune vicenda di quattro amici oggi quarantenni, inseparabili fin dalla loro giovinezza. Un secondo capitolo che eredita il roster e alcune meccaniche di gameplay da Override: Mech City Brawl, proponendo in più diverse semplificazioni che non minano troppo la profondità del sistema di combattimento. Recensione di La vita dopo i figli (Otherhood), una commedia statunitense diretta da Cindy Chupack, distribuita su Netflix il 2 agosto 2019. "Cosa direbbero di questi individui infelici e straziati i loro genitori? Quando volano i cormorani (2020) di Alfredo Canevaro – Recensione del libro ... l’esercizio che più facilmente fa ricordare A. Canevaro al grosso pubblico degli psicoterapeuti. È così? Provare a renderci un po' più consapevoli che se cominceremo tutti quanti a vedere il nostro egocentrismo , retaggio di un educazione avvenuta per i 40enni di oggi a cavallo degli anni del benessere, possiamo ancora trovare una via di uscita. Figli, un racconto tragicomico sulle difficoltà di essere genitori tratteggiato dalla penna dell’indimenticabile Mattia Torre ... Recensione. Nell’assordante colore bianco alla stregua della Linea verticale a simboleggiar la vacuità o comunque l’isolamento entro cui Nicola e Sara sono talune volte immersi, nell’eleganza della sua forma, capace di mutare a seconda dei contesti e degli stati d’animo dei suoi personaggi, Figli spiazza sempre. Ultima notazione: la sgradevole sensazione che da parecchio avverto in quasi tutti i films che vedo. Da ricordare,  per me, tre chicche: la pediatra - psicologa dai contatti molto discutibili con la realtà; l'importuna nel pullman che parla col bambino; la terza passata del fazzoletto sul muso del bambino,: -)). Emma Stone è incinta del suo primo figlio! Questa è la recensione di Bad education, pellicola che ha trionfato agli Emmy 2020 come Miglior film tv e che è presente su Sky On Demand. Nel cast del film figurano i nomi di Jesse Eisenberg (The Social Network, Zombieland) e Imogen Poots (Knight of Cups, Need for Speed), volti noti al grande pubblico che certamente giocano un ruolo importante per la visibilità dell’opera indipendente di Finnegan. Leggi su Sky TG24 l'articolo Notturno, la recensione: un'opera di poesia sul bordo dell'inferno L'egoismo che è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni in tutte le coppie, che fa vedere come attività irrinunciabili i calcetti, le piscine, le uscite con gli amici, An icon used to represent a menu that can be toggled by interacting with this icon. [+], Ci sono dei film che più di altri parlano al presente, alla quotidiana gestione familiare per i quali, nel bene e nel male, lo spettatore finisce nel riconoscersi anche non essendo direttamente coinvolto. “Figli”, però, non si accontenta di questo. L’alchimia tra Mastandrea e la Cortellesi finisce per costruire un prodotto vincente, una commedia intelligente e piacevole, che gioca con tutte le tecniche di comicità per far ridere, raccontando la realtà dei fatti. I Figli del Mare: recensione dell’anime di Ayumu Watanabe. Figli | recensione | Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea e l’amore che resiste. figli, di giuseppe bonito: la recensione Le commedie italiane, in media, non fanno ridere. [-], Su questo sito utilizziamo cookie, nostri e di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. L’uno rinfaccia all’altro, in una lunga parata di rancori, con una società lontana, sfuggente. i balli, insomma: abbiamo i figli, MA LE MIE COSE RESTANO LE MIE COSE!!! Il figlio del diavolo (2019), scheda completa del film di Pearry Reginald Teo con Robert Kazinsky, Peter Jason, Florence Faivre: trama, cast, trailer, gallerie, boxoffice, premi, curiosità e news. Figli piace perché è reale, perché racconta il dramma della famiglia in maniera ironica, senza mai scadere nel dramma più profondo, ma riuscendo a far ridere di quelle problematiche che qualsiasi giovane coppia deve affrontare. Presentato alla Festa del cinema di Roma, è su Disney+ dal 25 dicembre Da ricordare,  per me, tre chicche: la pediatra - psicologa dai contatti molto discutibili con la realtà; l'importuna nel pullman che parla col bambino; la terza passata del fazzoletto sul muso del bambino,: -)). La sceneggiatura è molto ben scritta e piena di idee, tra dialoghi e siparietti. possessor cronenberg. Il soggetto è una coppia di coniugi – Sara ( Paola Cortellesi ) e Nicola ( Valerio Mastandrea ) – che, a distanza di sei anni dalla primogenita, ha un altro bambino, in un Paese a crescita zero. Ma è attraverso la positività della commedia che vengono filtrati i drammi, è nell’incontro con la bizzarria che si possono mostrare i risvolti più autentici della realtà. Non a caso sul 48 barrato sono tutti intenti  a guardare il proprio cellulare eccetto il protagonista che sembrerebbe l'unico a farsi ancora domande. share. Di chi, in questo Paese dalla natività allo zero per cento, si immola con un atto di coraggio chiarissimo, portando a compimento la nascita non di uno, ma di ben due figli, due nuovi membri di questa società che ai giovani fa ostruzionismo, che vieta loro la tranquillità, mettendoli alla prova sotto ogni versante e facendoli arrivare, con affanno, alla fine del mese. Essere persone negli anni Duemila. Essere genitori negli anni Duemila. Un pozzo da dove forse ci sta chiedendo di essere tirato fuori." Genitore, esattamente come i due protagonisti e anche lui impegnato a saltare nell’iperuranio di una seconda paternità, fra riti da replicare e primogenite da convincere che l’arrivo del fratello più piccolo non negherà loro il diritto di avere una vita felice, tra nuovi interrogativi sul senso di quello che ti sta nuovamente accadendo e il desiderio di fuga rappresentata da una finestra perennemente spalancata e pronta per essere attraversata per giungere alla tanto agognata libertà. Ovvero costringe noi spettatori a evitare facili assoluzioni, a rilanciare quei temi e situazioni propriamente umane, nella storia, nei personaggi, e nel racconto, che esplodono deflagranti e liberatori in un consolatorio finale che rappacifica tutti. 0 0 0. Il ritmo è serrato e a tratti  anche divertente. Con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi. 5.0 /10. Ultima notazione: la sgradevole sensazione che da parecchio avverto in quasi tutti i films che vedo. Lascia ammirati per il modo in cui rende apprezzabili, credibili e perfino esplosive le forzature più iperrealistiche (il limbo bianco, i pianti rimpiazzati da Beethoven) e ci trascina in un catalogo universale di miserie buffe in cui è impossibile non riconoscersi, da genitori o da figli che sperano di cambiare le sorti della propria famiglia con un semplicissimo e straziante disegno del Titanic. 00:00. Tra le opere cinematografiche più suggestive degli ultimi anni, I Figli del Mare è un dipinto che prende vita davanti i nostri occhi. [-], Uscito in sala pochi giorni prima dell’emergenza del virus che ha reso la convivenza quotidiana un obbligo, questo film pone in maniera intelligente in primo piano i problemi di tante coppie di oggi. L’uno rinfaccia all’altro, in una lunga parata di rancori, con una società lontana, sfuggente. Suddiviso in capitoli monografici, dove ognuno è dedicato a un lato eroico e tragico della vita da genitore, il film snocciola l’ironia intrinseca nelle difficoltà dei nuclei familiari nella moderna attualità. [-], La forza di Figli e delle parole di Mattia Torre sta nel fatto di non fare la morale a chi guarda, ma di riuscire però ugualmente a parlare di responsabilità, di cose da fare e non fare e che non sempre è tutto uguale, che non è sempre la stessa cosa, che la colpa non è sempre di qualcun altro. petra ne è la conferma. Il film nel complesso è sicuramente un opera interessante da guardare, in grado di porre diversi interrogativi, perfino troppi  (con la pecca di aver inevitabilmente perso a tratti un po' il filo conduttore, non è infatti un caso il ricorso ai capitoli) ai quali tuttavia non ha la presunzione di voler necessariamente rispondere, preferendo condurre lo spettatore a riflettere autonomamente. Si può dire che, a un certo punto, il film smette di voltarsi indietro per controllare se il pubblico ancora lo segue. Figli: recensione del film (podcast in calce) Mattia Torre , prima di morire, ha affidato il testo al collega Giuseppe Bonito , che ha curato la regia del film. Perché, se nei cari capitoli in cui Figli è scandito, la parola chiave potrebbe essere nichilismo, esacerbato da un monologo potente di Paola Cortellesi nei confronti della nuora, frutto di una società in cui vivono  più gli anziani dei giovani, in cui gli anziani, responsabili della maggiore audience da Sanremo, detengono il potere delle tv di stato e rappresentano il tesoretto su cui molti quarantenni o cinquantenni figli del Sessantotto, fanno leva consci di una precarietà affettiva e di una pensione che si allontana sempre di più giorno dopo giorno, dall’altro lato, il riflesso del potere, scema nell’importanza della cura degli stessi protagonisti, nell’imparar a sorridere, nel non buttarsi metaforicamente giù da quella finestra sempre aperta pronta ad accoglierli.